Patrimonio mobiliare. Controlli ex art. 11, comma 5 e 11, dpcm 159/2013.

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luca cervellati
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Patrimonio mobiliare. Controlli ex art. 11, comma 5 e 11, dpcm 159/2013.

Messaggioda luca cervellati » mer nov 11, 2015 2:15 pm

Buongiorno a Tutti, riporto di seguito alcune considerazioni rispetto all'oggetto che vorrei condividere con la comunità.
Mi sembra che l’argomento di cui all'oggetto lasci alcuni punti scoperti per i quali, probabilmente, è/sono il/i regolamento/i dell’ente erogatore a dover intervenire.
Grazie in anticipo per i riscontri.

In presenza di attestazioni con omissioni/difformità sul dato auto-dichiarato relativo all’esistenza di patrimonio mobiliare non inserito nella DSU, la norma di cui al comma 5 indicata in oggetto prevede che, qualora il cittadino non presenti (con quale tempistica? Le tempistiche indicate al comma 7 riguardano casistiche diverse; occorre tener conto dei tempi anche dei CAF di comunicazione al cittadino dell’avvenuto rilascio dell’ATT) una nuova DSU, lo stesso può utilizzare l’attestazione con omissioni/difformità e che la dichiarazione (non l’attestazione!) “... è valida ai fini dell’erogazione della prestazione, fatto salvo il diritto degli enti erogatori di richiedere idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione”.
L’ente erogatore sembra, quindi, poter scegliere tra le seguenti possibilità:
- erogare comunque la prestazione, senza chiedere documentazione probante e confidando, magari, nei controlli (e ricalcoli del valore ISEE?) successivi di cui al comma 11 del medesimo articolo 11 dpcm 159/2013;
- sospendere l’erogazione della PSA e richiedere al cittadino la documentazione probante (comprensiva del valore sintetico e della giacenza media dei rapporti riscontrati dall'Agenzia delle Entrate) per un possibile ricalcolo (a cura dell’INPS?) del valore ISEE (necessario per verificare il mantenimento o meno dei requisiti per l’accesso alla PSA), precisando che, in caso di mancata presentazione della documentazione, la PSA non sarà erogata.
Il disposto del comma 11 dell’art. 11 del dpcm 159/2013 sembra prevedere un ulteriore controllo (successivo) sulla DSU – oltre a quello preventivo di Agenzia delle Entrate ed INPS (art. 11, commi da 2 a 5 dpcm 159/2013), a quello successivo dell’Agenzia delle Entrate sull'accertamento del maggior reddito in via definitiva (art. 38 d.l. 78/2010) ed a quello dell’ente erogatore (art. 11, comma 6, dpcm 159/2013) – che, a mio avviso, frammentano notevolmente il controllo medesimo, rendendo estremamente difficile, in caso di difformità, un ricalcolo definitivo del valore ISEE e, conseguentemente, una valutazione tempestiva e corretta, da parte dell’ente erogatore, rispetto alla corretta fruizione della PSA condizionata all’ISEE medesima.
A fronte della necessità dell’ente erogatore di fornire, con tempestività ed in tempi ridotti, la maggioranza delle PSA, l’attività di controllo potrebbe sembrare orientata a procrastinarsi nel tempo, fino a concretizzarsi definitivamente anche alcuni anni dopo l’erogazione della PSA.
Il ricalcolo del valore ISEE, ora espressamente previsto dall'art. 38, comma 3 del d.l. 78/2010 e dall'art. 4, comma 3, del decreto MLPS 8/3/2013 per gli accertamenti di INPS ed Agenzia delle Entrate, risulta ora, per l’ente erogatore, ancora più problematico, oltre che ufficioso e limitato alle PSA di competenza proprio per la concreta possibilità dei diversi e successivi ricalcoli di cui sopra. Per questo motivo, a mio avviso, l’eventuale ricalcolo [l’applicazione rigorosa della decadenza “totale” dal beneficio ex dpr 445/2000 potrebbe risultare eccessiva nel caso di PSA erogate su scaglioni o rette “personalizzate” (es.: tariffe scolastiche) e non coerente con quanto sopra indicato a proposito del ricalcolo sui controlli automatici] dovrebbe essere unico ed a cura dell’INPS - ove dovrebbero convergere anche tutte le difformità accertate dall'ente erogatore - proprio per evitare/limitare possibili duplicazioni di sanzioni e recuperi di somme indebitamente percepite in rapporto all'ente che effettua il controllo.

Paolo Profeti
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Re: Patrimonio mobiliare. Controlli ex art. 11, comma 5 e 11, dpcm 159/2013.

Messaggioda Paolo Profeti » mar nov 24, 2015 7:43 pm

Giuste considerazioni.
Nel regolamento comunale è opportuno prevedere clausule di salvaguardia e cause di esclusione dai benefici qualora le dichiarazioni siano manifestamente incomplete o vi siano palesi e documentate inconguenze.


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