Isee, rischio caos

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Isee, rischio caos

Messaggioda admin » lun mar 14, 2016 11:54 am

Isee, rischio caos. Boeri lancia l’allarme sull’aumento della spesa

Rischio caos sull’Isee, dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 29 febbraio che ha cancellato una parte della riforma dell’indicatore della ricchezza familiare fatta nel dicembre 2013. Accogliendo i ricorsi di alcune associazioni dei disabili, la sentenza cancella dal calcolo dell’Isee gli assegni assistenziali, previdenziali e indennitari connessi alla disabilità, come per esempio le indennità di accompagnamento, perché non possono essere considerate un reddito ma una prestazione risarcitoria. Questo significa che l’Isee di queste famiglie si abbassa, rendendo possibile l’accesso a una serie di prestazioni ed esenzioni erogate dallo Stato e dagli enti locali (maternità, bonus famiglia, carta acquisti per i poveri, borse di studio, mense scolastiche, asili nido, contributi per l’affitto, bonus bollette, tariffe agevolate su rifiuti e trasporti locali, ticket). Le conseguenze potrebbero essere «molto pesanti per la finanza pubblica», ha detto qualche giorno fa il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in un convegno a Milano, senza quantificarle. E ieri l’Anci, l’associazione dei comuni, in una nota informa che ha «immediatamente attivato un’interlocuzione» col ministero del Lavoro affinché dia «tempestivamente le indicazioni sui comportamenti da tenersi nella fase intermedia», cioè fino a quando il governo non emanerà l’annunciato Dpcm (decreto della presidenza del consiglio) per adeguare l’Isee agli effetti della sentenza.

Secondo le prime valutazioni dell’Inps, il 25% degli Isee tiene oggi conto delle indennità ai disabili. Se queste non devono più essere considerate, l’Isee si abbatte drasticamente. Un paio di esempi mostrati da Boeri danno l’idea. Nel primo caso, una famiglia composta di genitori e tre figli minorenni, di cui uno disabile grave, vede crollare il reddito complessivo da 29.693 euro prima della pronuncia del Consiglio di Stato a 14.278 euro dopo, togliendo i trattamenti legati alla disabilità, e il relativo Isee (applicate franchigie e detrazioni) da 15.155 a 10.101 euro, cioè il 33% in meno. Nel secondo caso, una famiglia con genitore e figlio maggiorenne non autosufficiente vede abbattersi il reddito da 17.723 a 6.432 euro e il relativo Isee da 9.350 a 2.159 euro, con un calo del 77%. Anche l’Inps, come i comuni, è in attesa di indicazioni dal governo. Ma i vertici dell’istituto pensano che le conseguenze della sentenza forse dovranno essere regolate con un decreto legge. Sarebbe questa la via per limitare l’aumento della spesa ed evitare contenziosi. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per ora si limita a dire che prenderà atto della pronuncia e che essa non ha effetti retroattivi (?)*. Ma anche su questo le associazioni dei disabili sono pronte a dare battaglia, perché già il Tar, in primo grado, aveva bocciato il nuovo Isee con una sentenza dell’11 febbraio 2015. Contro la quale il governo aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato. Che gli ha dato torto. Gli assegni ai disabili non sono reddito: una sentenza che condizionerà anche i progetti dello stesso governo di riformare l’assistenza.


Fonte http://www.corriere.it/economia/16_marz ... a08d.shtml
* Nota ADMIN

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